{"id":7432,"date":"2021-09-13T19:36:00","date_gmt":"2021-09-13T17:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.enricomariutti.it\/?p=7432"},"modified":"2023-01-31T14:26:53","modified_gmt":"2023-01-31T13:26:53","slug":"i-numeri-che-lambientalismo-ideologico-fa-finta-di-non-vedere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricomariutti.it\/en\/i-numeri-che-lambientalismo-ideologico-fa-finta-di-non-vedere\/","title":{"rendered":"I numeri che l\u2019ambientalismo ideologico fa finta di non vedere"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 2 settembre, durante un evento pubblico, il Ministro della Transizione Ecologica ha indirizzato un durissimo attacco all\u2019ambientalismo radicale, accusandolo di essere pi\u00f9 pericoloso della crisi climatica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201c\u00e8 pieno di ambientalisti oltranzisti, ideologici: loro sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati, se non facciamo qualcosa di sensato. Sono parte del problema, spero che rimaniate aperti a un confronto non ideologico, che guardiate i numeri. Se non guardate i numeri rischiate di farvi male come mai successo in precedenza.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quali numeri faceva riferimento Cingolani? Solo il ministro pu\u00f2 chiarirlo, intanto per\u00f2 vale la pena analizzare quegli aspetti della transizione ecologica su cui i tecnici cercano disperatamente di attirare l\u2019attenzione ma che gli \u201cambientalisti da Twitter\u201d fanno di tutto per nascondere all\u2019opinione pubblica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I costi reali&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Agenzia Internazionale dell\u2019Energia, la Commissione Europea, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, tutti i principali think tank energetici e le societ\u00e0 di consulenza prevedono un drastico aumento del costo dell\u2019elettricit\u00e0 a causa della transizione ecologica ma i guru verdi continuano a ripetere che l\u2019energia rinnovabile costa meno di quella fossile. Chi non la racconta giusta? Il trucco \u00e8 nelle parole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Effettivamente, soprattutto se tassiamo le centrali termoelettriche pi\u00f9 di quelle eoliche o fotovoltaiche, alla fine l\u2019energia rinnovabile pu\u00f2 costare meno di quella fossile. Quando c\u2019\u00e8, per\u00f2. Facciamo un esempio. Normalmente in Inghilterra l\u2019energia eolica copre circa un quarto della domanda di elettricit\u00e0. Dall\u2019inizio del mese, per\u00f2, al largo delle coste inglesi c\u2019\u00e8 pochissimo vento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Produzione eolica 2021 vs 2020<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/pLpVarr-YGMoKcCr6-bG2UwjFl9hGNN4_KUJty9aJYVmnlxe57gIR5_FvZQ70m_DWGK1uiQviv64R9PlulsHG06ticbQn-ZtZETZ3TWDXhcHuPrRtJ7LR7Cs_Ur3mT6IRCikFmM3_-1OD9KoGOCaaJcBmDQe3Bgj1_lXxxwBmzf4vjb_9Ff81YjGRhQkpTbKtWO9mMmvgg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Di conseguenza, per soddisfare la domanda di elettricit\u00e0, il gestore di rete deve comprare ogni giorno una decina di GWh nel mercato di riserva, cio\u00e8 da centrali a gas e a carbone che normalmente rimangono spente (o producono poco) ma sono pronte a entrare in funzione (o ad aumentare la produzione) in caso d\u2019emergenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora, immaginate di avere un negozio dove pagate personale, bollette e fornitori per tutto l\u2019anno ma che pu\u00f2 rimanere aperto solo 30 giorni. Quanto fareste pagare la merce? Molto pi\u00f9 di quanto costa normalmente, giusto? Per le centrali di riserva funziona esattamente alla stessa maniera, di conseguenza il 6 settembre le quotazioni dell\u2019elettricit\u00e0 sul mercato di riserva inglese hanno superato i 5.000 eur\/MWh, cio\u00e8 100 volte il costo medio dell\u2019elettricit\u00e0 all\u2019ingrosso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Il capacity market inglese il 6 settembre 2021<\/em><\/strong><strong><em><br><\/em><\/strong><strong><em>(prezzi, volumi)<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/d35g9KU5QoFNzd2868m_n0ANO7VITknN8pcLCPaj5HG2AMMWjTocdk-AVLPm0VK4Be1g4EvOPGbKiD-Zy5daCpuiJcznJf-uCxvOX3vtzIe7vjwnmC4wAtXDbEa6_o_ZKdpWDmOsEcBizpjW1HDLeAMOXt6B8Zy5Pn9Gr6IEzruSjwRlrwwfX3-_tP9_JM9-KTY4AR3nMQ\" alt=\"Immagine che contiene testo, strumento scrittorio, stazionario, screenshot\n\nDescrizione generata automaticamente\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il prezzo in bolletta, purtroppo, riflette sia le ore in cui gli impianti eolici e fotovoltaici funzionano a pieno regime e gli compriamo elettricit\u00e0 a 40-80 eur\/MWh, sia le ore in cui compriamo elettricit\u00e0 a costi esorbitanti dalle centrali di riserva perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 n\u00e9 vento n\u00e9 sole (spoiler: le batterie non si usano perch\u00e9, almeno per il momento, costerebbero ancora di pi\u00f9). Facendo la media su 365 giorni l\u2019anno le bollette aumentano vorticosamente, come stiamo gi\u00e0 sperimentando.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qui ci starebbe bene una finestrella con l\u2019articolo di Giliberto<br>https:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/stangata-senza-precedenti-bollette-30percento-il-gas-20percento-l-elettricita-AE1rbnh<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 questo il motivo per cui si torna a parlare di nucleare, perch\u00e9 l\u2019energia nucleare \u00e8 pulita ma anche programmabile, nel senso che non \u00e8 soggetta ai capricci del meteo. \u201cMa costa il doppio di quella rinnovabile!\u201d. S\u00ec, per\u00f2 una centrale nucleare produce per 8.500 ore l\u2019anno mentre un impianto eolico, nel migliore dei casi, produce per 5.000 ore l\u2019anno e un impianto fotovoltaico per 2.400 ore l\u2019anno (la media in Italia \u00e8 1.135).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Immagine che contiene tavolo\n\nDescrizione generata automaticamente\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/8ZhVVPm6JEw-lEYq6K-yw1oxAGboEOc_rluieswm6ooldmUoHz-PpHdtOYaxEb466OgS-cbzhjqzQrcIyBtD7mmBrpe2AYx1sk-WJ0bZbYoh94egV40tS3HJ81ND0PbQ2HYok7QEubtT3KpD-XfXOL5xtMNPRC6gNTwBZOE83Ltw-cZU7PzeWvjhcj6ipXHq4nkaL0Ap4A\" width=\"643\" height=\"82\"><br>Fonte: GSE<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente l\u2019opinione pubblica ha il diritto di rimanere ostile nei confronti dell\u2019opzione nucleare ma sia ben chiaro perch\u00e9 il decisore torna a proporla: perch\u00e9 \u00e8 atterrito dalle proiezioni sui prezzi dell\u2019elettricit\u00e0 in bolletta. Che a fronte di questi dati si continui ad abbindolare l\u2019opinione pubblica dicendo che \u201cl\u2019energia rinnovabile costa meno di quella fossile\u201d \u00e8 uno scandalo, chi lo sostiene andrebbe trattato alla stregua di un no-vax.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le ripercussioni umanitarie<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Che ci piaccia o no, i combustibili fossili danno da mangiare a 2 miliardi di persone. Le rinnovabili, invece, stanno diventando un monopolio della Cina, dato che sono prodotti manifatturieri e Pechino \u00e8 la fabbrica del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Incidenza percentuale delle rendite petrolifere sul PIL<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Immagine che contiene mappa\n\nDescrizione generata automaticamente\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/sA8alWjTGlEUfr82aENZDjYI13HcL824JiyV0aSA6sz3aVC-YkNzN15MmQ32VUbtCzxzglmzkA7orZWIEyBC92V-02h5un1Pq011QO0zQt-9bYgKZaXpQDK0sJ1SG8MVOLnGaCMBxzGYswPo-dknhwj_meiWNblM8S6CgK8hJXiYh4FpUu3BHDml-0KiKS3VqR9eimhLsA\" width=\"643\" height=\"382\"><br>Fonte: Banca Mondiale<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLasciare i combustibili fossili sottoterra\u201d, perci\u00f2, significa tagliare fuori i Paesi in via di sviluppo dal mercato pi\u00f9 ricco del mondo, quello dell\u2019energia. Molto spesso l\u2019intellighenzia verde cerca di disinnescare questi argomenti contrapponendogli stime, il pi\u00f9 delle volte gonfiate, degli effetti distruttivi del Global Warming: si cerca di dimostrare che il cambiamento climatico far\u00e0 pi\u00f9 morti della lotta al cambiamento climatico stesso, quindi \u00e8 giusto andare avanti. Questo \u00e8 un argomento tipico dei fanatici e un ingrediente fondamentale di tutte le nefandezze che costellano la Storia dell\u2019umanit\u00e0: \u201cle vittime che facciamo oggi renderanno il mondo un posto migliore per le prossime generazioni\u201d. Il problema di questo modo di ragionare \u00e8 che esclude implicitamente tutte le soluzioni che non fanno vittime n\u00e9 oggi, n\u00e9 domani. La foga con cui nomi pesanti dell\u2019ambientalismo internazionale, come Greta Thunberg o Micheal Mann, cercano di demonizzare le opzioni tecnologiche che mirano a rendere ecosostenibili i combustibili fossili (la cattura del carbonio) andrebbe definita in una sola maniera: classista. Se riusciamo a rendere ecosostenibili carbone e petrolio, infatti, chi ci guadagna sono la Libia, l\u2019Iraq, il Sudafrica, la Nigeria, il Congo, il Vietnam, il Botswana.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/ELTS3IdO6hYryM0P5KeeSXGm_mVN-ouRL315pbBfWQOe8PrSXFIPahzAP9mrrfTYqK4HATtpau_aWd2RSSHvcWz3F6eTUp9g5rO3sZ7ez82vIqIEHskX9NFxDDpSiV0dkq-Qw4pTNgzoxvrqV0QSx_UFiHoxzW-i00oAyOF4nocpyoUjjz5wYtexKtlxuB5h0qQkiq9w1Q\" alt=\"\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le ripercussioni geopolitiche&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tradizionalmente i combustibili fossili li importiamo da Nazioni fragili, che hanno bisogno del nostro aiuto per crescere e mantenere la stabilit\u00e0 interna. Di conseguenza, da decenni il mercato degli idrocarburi \u00e8 controllato da chi consuma e non da chi produce. Le quotazioni delle materie prime energetiche non salgono e scendono a piacimento dei Paesi produttori ma in funzione della domanda: se qui c\u2019\u00e8 una crisi economica il prezzo del petrolio crolla per sostenere la ripresa. Con pannelli, pale e batterie non funziona alla stessa maniera. Tutto il mercato delle \u201cnuove rinnovabili\u201d, come si definiscono in gergo per distinguerle dall\u2019idroelettrico, \u00e8 in mano alla Cina. E anche i mercati correlati all\u2019elettrificazione, dai materiali alle automobili, dalle pompe di calore agli elettrolizzatori, sono in mano alla Cina.&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/rohrBPXoXP-CB3TN2bAJfsXJv5FmqOVUpptHXb8a5ODEVzJUW7I-UyLQOsVyA7A9zh42guDFELeQjb-mVkzboeKu0tu9W4Wba_NQuYDhOGQyseRcRGry2-1kd2PrjIK_2OvBnVEJ9MkhTE--_iJJhtIdDYedqToTK7n8kAzgFfL6kn-2AmFSDHjdkr2WMIu1bS-e6lExPw\" alt=\"Immagine che contiene mappa\n\nDescrizione generata automaticamente\"\/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, a livello geopolitico, passare dai fossili alle rinnovabili significa passare da una rete di fornitori che spazia dalla Libia agli USA, dall\u2019Azerbaijan al Messico, dal Kazakhstan alla Nigeria, a un unico fornitore, Pechino. Che, a differenza degli altri, ha una sua agenda globale e mette le briglie ai suoi partner commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il fabbisogno di materiali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il fabbisogno stimato di litio per la transizione ecologica \u00e8 di circa 19 milioni di tonnellate (Energy Transition Commission). Le riserve globali di litio sono 17 milioni di tonnellate (USGS).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questo \u00e8 solo un esempio, i materiali che mancano sono una decina. Vogliamo scommettere che nei prossimi trent\u2019anni troveremo nuovi giacimenti? D\u2019accordo, non \u00e8 cos\u00ec irrealistico in effetti. Ma dobbiamo vedere anche l\u2019altra faccia della medaglia: quando appariranno i primi SUV elettrici, le prime fuoriserie, le batterie diventeranno pi\u00f9 grandi e la domanda di materiali aumenter\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non solo. Tra qualche anno esauriremo i giacimenti superficiali e inizieremo a scavare sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0. Quanto coster\u00e0 il litio quando lo andremo a cercare a 100 metri sottoterra, invece dei 4 o 5 di oggi? Questa dinamica si definisce in gergo <em>greenflation<\/em> ed \u00e8 un meccanismo elementare: mano a mano che la domanda cresce e le riserve diminuiscono, le quotazioni aumentano. In particolare, se l\u2019offerta non riesce a soddisfare tutta la domanda.<br><br><strong><em>Gi\u00e0 quest\u2019anno la domanda di litio superer\u00e0 di circa 100.000 tonnellate l\u2019offerta. Entro la fine del decennio il divario tra domanda e offerta potrebbe arrivare a 1 milione di tonnellate<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/chvxkan2Rdzxaiz7ovEZXJWnfh-jkrrLuFvP3pA0bUSAHjLbpSmbEufTMuBpWQ3AcSMNztGrv0pr1CwQk_-MYhe_kbnF3XUtqK1C589aF3CQD8KHoNtMEJn4aevKmy38GbvrPvoXw22y-Fsi09PBmdmfQkSPrdp8u-LgSTp26ZJSvH9XrELhj6bbCBrTU-0kda2PHNuxbw\" width=\"439\" height=\"262\"><br>Fonte: Benchmark Mineral Intelligence, 2020<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Le ripercussioni ambientali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 30 agosto l\u2019Espresso ha pubblicato <a href=\"https:\/\/espresso.repubblica.it\/inchieste\/2021\/08\/30\/news\/fotovoltaico_terreni_agricoli_speculazione-315511662\/\">un\u2019inchiesta<\/a> in cui stima che, solo nei prossimi dieci anni, pannelli e pale eoliche si mangeranno 80.000 ettari di suolo agricolo (una superficie pari a 5 Milano). A stretto giro l\u2019autore, Antonio Fraschilla, \u00e8 stato messo alla gogna sui social da tutta la comunit\u00e0 green, accusato di spacciare fake news e di essere al soldo dei petrolieri. Tanti esperti, o presunti tali, hanno contrapposto alle stime di Fraschilla calcolini artigianali fatti per lo pi\u00f9 sui social ma, almeno per il momento, non sono state pubblicate contestazioni suffragate da fonti scientifiche. Perch\u00e9? Perch\u00e9 <a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2021\/07\/09\/transizione-ecologica-italia\/\">lo studio<\/a> scientifico che stima il consumo minore di suolo per l\u2019Italia prevede di destinare alle energie rinnovabili mezzo milione di ettari (30 volte la superficie di Milano). Oltretutto, queste stime sono state bocciate sulla rivista scientifica pi\u00f9 prestigiosa d\u2019America, PNAS, in quanto irragionevolmente basse. Lo studio pi\u00f9 recente e pi\u00f9 documentato pubblicato sul tema, invece, prevede un consumo di suolo per la sola tecnologia fotovoltaica pari a 800.000 ettari (50 volte la superficie di Milano).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>La percentuale di suolo da destinare ai soli impianti fotovoltaici<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Immagine che contiene mappa\n\nDescrizione generata automaticamente\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/nuo693YAePOk84iKXjJOaMiF5wfV1MK5VHaLo4EP0TvBbb9BuLNs6535b56vQX7cXzO5mDYyHZP0iBF7MhwGQc_BjK3I8z4HHrbO2-FAZVincYu3witRBv9XJ7pdORNzw_4TzeKFZQUMHLn5kaC6EvESBWViyepOPD5vl1zU5b3jyQ0-QvamLGAcraP6qEUoNwukOeAGWg\" width=\"643\" height=\"257\"><br>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41598-021-82042-5\">Nature<\/a>, 2021<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 bene tenere a mente che attualmente la superficie consumata in Italia \u00e8 di circa 2 milioni di ettari (ISPRA). L\u2019antropizzazione dei territori si traduce nello spiacevole inconveniente per cui ovunque andiamo, riserve naturali a parte, vediamo una casa, una strada asfaltata, una linea dell\u2019alta tensione. Se progettiamo di occupare 1 milione di ettari con pale e pannelli significa che tra trent\u2019anni, ovunque andremo, vedremo pale e pannelli. Questo non sarebbe impatto ambientale? Non stupisce che i guru verdi facciano di tutto per insabbiare e minimizzare la questione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sostenibilit\u00e0 politica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo analizzato pi\u00f9 volte il caso dei Gilet Gialli e quello delle elezioni americane del 2016, vediamo un esempio pi\u00f9 attuale. In Germania, il Paese pi\u00f9 green d\u2019Europa, i Verdi si attestano intorno al 16% e sono il terzo partito. Anche Alternative fur Deutschland (AfD), il partito di ultradestra che si piazza a pochi punti percentuali dietro ai Verdi, \u00e8 convinto che questi siano anni decisivi per il futuro della Germania. Per loro la minaccia epocale, per\u00f2, \u00e8 l\u2019immigrazione, non il cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>Il cambiamento climatico non rientra tra le prime dieci preoccupazioni degli elettori tedeschi<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh6.googleusercontent.com\/sV5wiE-liRfSgQyw-ZtP5kCouRSYLZKXKLcM9uFisv9WQ5UNpLER6TqcN8E42bsIOUuRRyNLFLXRTAJ_u51e1jZegBaapyB2YUBTkzDkN0bCTc2m5w2gKZ8ZSDXg9-IIzhFFsGjCFY0ZHhgSG1tRi-uLr4pwcq-i1V2_nYdRJXBB6k0cIeXQB7tOXa-Xf6IdTKqMng_pDA\" width=\"594\" height=\"952\"><br>Fonte: Deutsche Welle<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">AfD viene giustamente marginalizzata perch\u00e9 raccoglie l\u201911% dei voti, perch\u00e9 i Verdi dovrebbero diventare il fulcro della politica tedesca, e quindi europea, con il 16%?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em>I sondaggi in Germania<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh4.googleusercontent.com\/_1FrKTk13ph4FHVoG6mlAK-QnCL5HJI2HVMNpuJMJQRBIwr7fuX0b_fw-NMWcEzKb0rdvCu3ZlUDMcnNBBOpwapYF8jHlVyiQntXfRMkKoXCT4sgUaAbrLVapQmc2EbMo9zxMowRK-GhEq_1f_c6SQ_cwF9eBUb7JhgZvXA1AB_Vd-gHBMi6BV1wSKFwvEMdadl31V3gGw\" width=\"643\" height=\"333\"><br>Fonte: Politico<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo attenti: il totalitarismo verde \u00e8 una minaccia alla democrazia altrettanto pericolosa del sovranismo. Da sempre il problema dell\u2019ambientalismo politico sono i voti. Grandi ambizioni, piccole percentuali. Un tempo era colpa dell\u2019attivit\u00e0 di lobbying dei petrolieri, oggi va di moda prendersela con l\u2019elettorato becero e ignorante. Magari varrebbe la pena chiedersi se il problema non siano le proposte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma, se grattiamo la superficie si capisce che il dibattito climatico \u00e8 diventato una questione di identit\u00e0 politica. Oramai chiunque rivesta un ruolo pubblico, o quantomeno mediatico, si sente in dovere di esternare opinioni sul cambiamento climatico, sulle rinnovabili, sull\u2019auto elettrica, sull\u2019energia nucleare, sulla finanza verde e sulla carbon capture.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 in questa dinamica che \u00e8 facile trovare la radice del duro affondo di Cingolani. Oggi il principale problema della politica climatica globale non \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 di lobbying dell\u2019industria energetica ma questo chiasso disinformato o ideologico che sta sommergendo numeri e fatti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 2 settembre, durante un evento pubblico, il Ministro della Transizione Ecologica ha indirizzato un durissimo attacco all\u2019ambientalismo radicale, accusandolo di essere pi\u00f9 pericoloso della crisi climatica.&nbsp; \u201c\u00e8 pieno di ambientalisti oltranzisti, ideologici: loro sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati, se non facciamo qualcosa di sensato. 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