{"id":8067,"date":"2019-08-31T13:33:00","date_gmt":"2019-08-31T11:33:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.enricomariutti.it\/?p=8067"},"modified":"2023-03-20T13:50:21","modified_gmt":"2023-03-20T12:50:21","slug":"perche-le-ramanzine-di-greta-thunberg-danno-una-mano-a-donald-trump-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricomariutti.it\/en\/perche-le-ramanzine-di-greta-thunberg-danno-una-mano-a-donald-trump-2\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 le ramanzine di Greta Thunberg danno una mano a Donald Trump"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019era una volta l\u2019ambientalismo antagonista e rivoluzionario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Erano i primi anni \u201960 e i giovani, che allora erano tanti al contrario di oggi, volevano dare un taglio con il<br>passato, con le contraddizioni del mondo ereditato dai genitori piccolo-borghesi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come tutte le generazioni volevano di pi\u00f9. Ed essendo nati nelle prime societ\u00e0 ricche e protette della Storia non desideravano soltanto beni di consumo o diritti ma soprattutto libert\u00e0 e purezza. S\u00ec, purezza: quella sensazione che ti lascia il cuore leggero, ti scarica da tutte le responsabilit\u00e0 e ti permette di goderti in santa pace il benessere. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A quei tempi l\u2019ambientalismo era incarnato dalle comuni, dagli hippies, dai surfisti. Un mondo spensierato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Certo, c\u2019erano anche gli scienziati. Ma erano pochi, ai margini della stessa comunit\u00e0 scientifica, percepiti da gran parte dell\u2019opinione pubblica come fricchettoni allarmisti. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni \u201970 la situazione inizia a evolvere molto rapidamente. Forse troppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dati delle centraline di monitoraggio installate alla fine degli anni \u201950 registrano da pi\u00f9 di un decennio un costante aumento della concentrazione dell\u2019anidride carbonica in atmosfera. Il primo modello climatico computerizzato, elaborato nel 1967, inizia a guadagnare notoriet\u00e0 e autorevolezza nella comunit\u00e0 scientifica. La temperatura terrestre inizia a superare le medie di riferimento, confermando la base teorica del riscaldamento globale che, fino a quel momento, mancava di riscontri incontrovertibili. Nel 1970 gli Stati Uniti istituiscono l\u2019Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) e l\u2019ONU la Giornata della Terra: venti milioni di persone sfilano nelle strade delle citt\u00e0 USA per chiedere un cambio di direzione nella politica ambientale. Nel 1972 mentre il primo shock petrolifero fa toccare con mano ad americani ed europei cosa succederebbe se si esaurissero le risorse naturali, provocando un\u2019ondata emotiva senza precedenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sfruttando il momento propizio, un piccolo gruppo di studiosi illuminati cerca di trasformare<br>l\u2019ambientalismo da una subcultura in una proposta politica. Tra i protagonisti di questa fase spicca l\u2019italiano Aurelio Peccei. Imprenditore, manager, intellettuale, Peccei \u00e8 uno degli animatori del Club di Roma, un\u2019associazione no-profit che raccoglie scienziati, economisti, politici e uomini d\u2019affari preoccupati per il futuro dell\u2019umanit\u00e0. Nel 1972 il Club di Roma pubblica il Rapporto sui limiti dello Sviluppo, in cui lancia l\u2019allarme: entro due decenni alcune risorse fondamentali per l\u2019economia umana, come il petrolio,<br>potrebbero iniziare a scarseggiare a causa dello sfruttamento selvaggio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I tempi per una svolta sembrano maturi ma il salto fallisce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel breve termine, infatti, le previsioni si rivelano clamorosamente sbagliate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi la comunit\u00e0 scientifica riconosce a quelle previsioni un valore metodologico: seppur sbagliate,<br>impostano un il modello di valutazione della sostenibilit\u00e0 ambientale. Ma, ovviamente, l\u00ec per l\u00ec l\u2019opinione<br>pubblica non coglie questa sottigliezza. Comprensibilmente, anche perch\u00e9 l\u2019ala radicale del movimento<br>ambientalista conquista le luci della ribalta snocciolando certezze. L\u2019opinione pubblica gli crede e, quando<br>iniziano a venire fuori le prime incongruenze si allontana sdegnata. A nessuno piace essere preso in giro,<br>neanche a fin di bene.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante grazie a figure rassicuranti come Al Gore la tematica ambientale rimanga viva e vitale nel<br>dibattito pubblico durante i due decenni successivi (\u201980 e \u201990), sono gli anni in cui il cinema<br>d\u2019intrattenimento inaugura con grande successo il filone della minaccia eco-terroristica. L\u2019industria<br>cinematografica coglie, e ovviamente enfatizza, la mancanza di corrispondenza tra domanda e offerta politica: da una parte l\u2019opinione pubblica, sempre pi\u00f9 preoccupata, e dall\u2019altra gli ambientalisti, percepiti<br>come fanatici potenzialmente pericolosi. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019avvento del nuovo millennio segna un punto di svolta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il clima terrestre inizia a surriscaldarsi a tappe forzate. Anno dopo anno la temperatura globale infrange<br>ogni record. Le persone iniziano a sentire letteralmente sulla loro pelle gli effetti del cambiamento<br>climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ambientalismo si trasforma in una proposta politica, suo malgrado.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Barack Obama si candida alla Presidenza degli Stati Uniti. \u00c8 un anonimo senatore dell\u2019Illinois, avvocato,<br>afroamericano, una lunga esperienza nel campo sociale. Di ambiente e clima non si \u00e8 mai occupato e,<br>probabilmente, non ne sa neanche tanto. Ma si presenta alle elezioni con un programma che d\u00e0 ampio<br>risalto alla tutela ambientale e alla lotta al cambiamento climatico. Perch\u00e9, molto pragmaticamente, da unanparte capisce il potenziale elettorale della tematica ambientale e dall\u2019altra comprende che non ci possiamo permettere \u201cdi lasciare in eredit\u00e0 ai nostri figli un mondo che non possa essere riparato\u201d. E conquista la Casa Bianca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Teniamolo a mente: Greta Thunberg accusa la politica di irresponsabilit\u00e0 e menefreghismo ma \u00e8 proprio un politico di carriera che trasforma la tutela ambientale e la lotta al cambiamento climatico in priorit\u00e0 globali, non un ambientalista prestato alla politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante tutti e due i mandati, Obama ingaggia un confronto serrato con il mondo imprenditoriale, la<br>comunit\u00e0 scientifica e le parti sociali cogliendo un risultato sensazionale: quando lascia la Presidenza, nel<br>2017, ha ridotto le emissioni USA di pi\u00f9 del 10%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Obama riesce nell\u2019impresa attraverso un\u2019estenuante opera di mediazione tra interessi contrapposti:<br>sostiene l\u2019industria delle rinnovabili ma anche la shale industry, il comparto petrolifero pi\u00f9 dinamico e<br>innovativo. Impone una riduzione delle emissioni al settore elettrico, che aggrava la crisi dell\u2019industria del<br>carbone, ma non pone limiti a quelle legate ai trasporti e ai consumi residenziali, che hanno un maggior<br>impatto sulla vita quotidiana. Cerca di sensibilizzare l\u2019opinione pubblica sul tema dell\u2019alimentazione<br>sostenibile ma si fa fotografare periodicamente al tavolo di un fast food, mentre consuma un hamburger<br>come un americano qualsiasi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In poche parole, mette al centro del suo programma ambientale la sostenibilit\u00e0 politica. Sa di non essere<br>seduto su un trono: ogni decisione che prende deve unire piuttosto che dividere, infondere speranza invece che terrorizzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in pochi anni fa vedere ai leader di tutto il mondo come si fa. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi ambientale sembra finalmente instradata verso una soluzione quando sulla scena politica irrompe<br>l\u2019ondata sovranista, che incorona Donald Trump Presidente degli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La situazione cambia di nuovo molto rapidamente: gli USA si sfilano dagli accordi internazionali per la lotta al cambiamento climatico (Accordi di Parigi), le emissioni americane tornano ad aumentare e la tutela sul patrimonio ambientale si allenta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Intendiamoci: tra i tanti fattori che determinano l\u2019ascesa di Trump ci sono anche alcuni risvolti della politica ambientale di Obama. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nessun modello nasce perfetto e Obama sottovaluta la dimensione locale. La transizione energetica che<br>avvia nel Paese rende l\u2019economia americana indubbiamente pi\u00f9 solida e competitiva ma condanna al<br>declino e allo spopolamento i distretti industriali nel Nord-Est, la famosa Rust Belt. E proprio gli Stati della<br>Rust Belt si riveleranno decisivi nelle successive elezioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tycoon \u00e8 bravo a trasformare le immagini delle miniere, delle centrali e delle fabbriche abbondonate in<br>simboli della deindustrializzazione americana, che negli ultimi venti anni ha vaporizzato pi\u00f9 di 5 milioni di<br>posti di lavoro. In poche parole, riesce a impacchettare la deregulation ambientale, infilandola in un<br>discorso pi\u00f9 ampio e condiviso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma oramai la questione \u00e8 davanti agli occhi di tutti, anche tra gli elettori di Trump serpeggia l\u2019inquietudine per gli effetti del cambiamento climatico. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E infatti il Presidente cambia pi\u00f9 volte opinione sull\u2019argomento, tergiversa, intacca la politica ambientale<br>del predecessore senza avere il coraggio di smantellarla completamente. Sa che \u00e8 un tema pericoloso, su<br>cui pu\u00f2 perdere improvvisamente consenso anche tra il suo elettorato di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sua fortuna, per\u00f2, nel campo ambientalista si afferma un personaggio uguale e contrario: Greta<br>Thunberg.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un fenomeno mediatico che, con la complicit\u00e0 di un\u2019ampia fetta del mondo intellettuale, in pochi mesi<br>riporta l\u2019ambientalismo indietro di 50 anni.<br>La coppia di sposini che decide di andare in viaggio di nozze negli USA o alle Maldive per vedere un \u201cposto da film\u201d almeno una volta nella vita deve sentirsi in colpa, perch\u00e9 \u00e8 costretta ad andarci in aereo. Nel frattempo Greta, che non vola dal 2015 ed \u00e8 una convinta sostenitrice del movimento no-flight, va negli USA con una barca a vela da regata, pilotata da uno dei rampolli della nobilt\u00e0 europea. E ovviamente la coppia di sposini deve capire le circostanze, deve comprendere il sacrificio che comporta un viaggio su una barca sprovvista di ogni comfort, non deve fermarsi all\u2019apparenza, non deve farsi strumentalizzare dalla propaganda, non deve farsi prendere dalla rabbia e dall\u2019invidia sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il padre di famiglia che da decenni si fa rimediare la carne da un amico che vive fuori citt\u00e0, perch\u00e9 anche se costa di pi\u00f9 \u00e8 buona e genuina, dovrebbe convertirsi al tofu o agli hamburger di soia, perch\u00e9 sono prodotti a minor impatto ambientale. Nel frattempo Greta, che \u00e8 vegana e ha fatto diventare vegana tutta la sua famiglia, vive in un Paese in cui per diversi mesi l\u2019anno buona parte della frutta e della verdura fresca arriva in aereo, con un notevole dispendio di risorse e un drammatico impatto ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019impiegata che guadagna 1000 euro al mese e si barcamena tra i problemi familiari e quelli di lavoro<br>quando regala un giocattolo o un vestito a sua figlia deve domandarsi che esempio le sta offrendo, che<br>educazione le sta trasmettendo. Nel frattempo Greta, che possiede solo oggetti usati o prestati perch\u00e9<br>ripudia il consumismo, gira il mondo, si confronta con le persone pi\u00f9 interessanti del pianeta, ha modo di<br>inseguire le sue aspirazioni e di condurre una vita al riparo dai bisogni materiali. E l\u2019impiegata non deve<br>cadere nella trappola di pensare che, in fin dei conti, il vero benessere \u00e8 proprio quello, non qualche<br>maglietta di H&amp;M.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il piccolo imprenditore che fatica a pagare stipendi e tasse, solleticato dall\u2019idea di delocalizzare in un Paese in via di sviluppo ma restio ad abbandonare il suo Paese e i suoi operai al loro destino deve mortificarsi, perch\u00e9, come dice Greta, il profitto \u00e8 la benzina della crisi climatica. Nel frattempo l\u2019adolescente, certamente suo malgrado e senza profitto personale, \u00e8 diventata un fenomeno mediatico che muove fiumi di denaro. E l\u2019imprenditore non deve convincersi che, sotto molti aspetti, la lotta il cambiamento climatico \u00e8 solo un modo di fare business pi\u00f9 evoluto del suo. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma chi pu\u00f2 pensare anche solo per un istante che questa sia una proposta politica credibile, in grado di<br>conquistare le masse? Soprattutto, poi, in un momento come questo, in cui, la diffidenza nei confronti delle \u00e9lites \u00e8 palpabile e l\u2019invidia sociale \u00e8 ai massimi storici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ripetiamolo: il problema non \u00e8 Greta, il furore e l\u2019ingenuit\u00e0 dei suoi 16 anni, ma chi ha pensato di<br>trasformarla in un cavallo vincente nella lotta al cambiamento climatico. Chi l\u2019ha sovraesposta mediaticamente. Chi non si fa scrupoli a far diventare un\u2019adolescente un personaggio controverso. Tutto il circo che la strumentalizza politicamente, nel migliore dei casi, o la usa per tornaconto personale, nel peggiore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre Obama aveva compattato l\u2019opinione pubblica, Greta con la sua intransigenza la frantuma: c\u2019\u00e8 chi<br>non sopporta i toni moralistici, c\u2019\u00e8 chi trova esagerato mettere in discussione le abitudini alimentari che<br>abbiamo ereditato dai nostri antenati, c\u2019\u00e8 chi crede che l\u2019adolescente sia manipolata, c\u2019\u00e8 chi non condivide la retorica millenaristica, c\u2019\u00e8 chi diffida della decrescita felice, c\u2019\u00e8 chi non ci sta a farsi fare la predica da una figlia della buona borghesia svedese. E chi si trova ai margini del dibattito pubblico &#8211; la maggioranza della popolazione &#8211; percepisce solo confusione e inconcludenza invece che un indirizzo chiaro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con Greta l\u2019ambientalismo abdica a un ruolo decisionale nella lotta al cambiamento climatico, proprio nel<br>momento in cui \u00e8 tempo di agire e c\u2019\u00e8 bisogno di mettere a sistema tutti i punti di vista. Si rinchiude<br>nuovamente in una torre d\u2019avorio da cui ostenta superiorit\u00e0, quando non palese disprezzo, per le priorit\u00e0<br>delle classi popolari: un buon reddito, un elevato livello di benessere materiale, garanzie per s\u00e9 e per i<br>propri figli, pi\u00f9 tempo libero, un\u2019aspettativa di vita sempre pi\u00f9 lunga. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi pensa che, alla fine, Greta contribuisca ad attirare l\u2019attenzione sull\u2019argomento, a risvegliare le<br>coscienze, commette lo stesso errore dell\u2019appassionato di giardinaggio alle prime armi, che a forza di<br>concime fa seccare tutto il giardino. C\u2019\u00e8 un momento per seminare, un momento per concimare e un<br>momento per raccogliere anche in politica. E ora \u00e8 il momento di raccogliere, anche perch\u00e9 se perdiamo<br>altro tempo il raccolto va a male.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Metafore a parte, continuare a sovraeccitare l\u2019opinione pubblica come fa Greta con i suoi discorsi infuocati non la render\u00e0 pi\u00f9 malleabile o ragionevole ma la spinger\u00e0 gradualmente verso orizzonti senza speranza, verso scelte irrazionali. Quando qualcosa ci spaventa reagiamo ma se ci terrorizza o ci mette in discussione tendiamo a rassegnarci o a rimuovere, come facciamo con la morte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il consenso per mettere in piedi una strategia efficace di contrasto al cambiamento climatico c\u2019\u00e8 gi\u00e0 da<br>tempo, come ha dimostrato Barack Obama oramai dieci anni fa. Bisogna solo saperlo intercettare, senza<br>alzare i toni e senza legare indissolubilmente il contrasto climatico ad altri argomenti, su cui il consenso \u00e8<br>molto pi\u00f9 frammentato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi le persone hanno bisogno di sentire dire \u201cYes, we can\u201d (s\u00ec, ce la possiamo fare) e di proposte alla<br>portata di tutti, non di ramanzine o distopie come il francescanesimo in salsa scandinava (vedi la Legge di<br>Jante) propugnato da Greta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta l\u2019ambientalismo antagonista e rivoluzionario. Erano i primi anni \u201960 e i giovani, che allora erano tanti al contrario di oggi, volevano dare un taglio con ilpassato, con le contraddizioni del mondo ereditato dai genitori piccolo-borghesi. Come tutte le generazioni volevano di pi\u00f9. 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