{"id":8073,"date":"2019-09-15T16:08:00","date_gmt":"2019-09-15T14:08:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.enricomariutti.it\/?p=8073"},"modified":"2023-03-24T14:40:04","modified_gmt":"2023-03-24T13:40:04","slug":"cambiamento-climatico-meglio-miliardi-nellauto-elettrica-o-piantare-alberi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.enricomariutti.it\/en\/cambiamento-climatico-meglio-miliardi-nellauto-elettrica-o-piantare-alberi\/","title":{"rendered":"Cambiamento climatico, meglio miliardi nell\u2019auto elettrica o piantare alberi?"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Periodicamente si riaccende la polemica sull\u2019origine del cambiamento climatico, che, come tutti i temi divisivi, coinvolge l\u2019opinione pubblica, polarizzandola.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ultima occasione \u00e8 stata una <a href=\"http:\/\/www.scienzanazionale.it\/home\/petizione-sul-riscaldamento-globale-antropico\/\">petizione<\/a> firmata da un gruppo di autorevoli scienziati indirizzata alle massime cariche dello Stato nella quale si chiede \u201cl&#8217;adozione di misure di protezione dell&#8217;ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche, evitando di aderire a politiche di riduzione acritica della immissione di anidride carbonica in atmosfera con l\u2019illusoria pretesa di governare il clima\u201d. Alla petizione ha fatto immediatamente seguito <a href=\"http:\/\/www.isac.cnr.it\/it\/content\/lettera-aperta-sul-cambiamento-climatico\">una lettera aperta<\/a> firmata da un altro gruppo di autorevoli scienziati, che si sono scagliati contro le \u201cfalse affermazioni sul clima\u201d dei primi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 evidente che situazioni del genere disorientano l\u2019opinione pubblica: nessuno degli accademici \u00e8 stato richiamato dai propri atenei, nessuna autorit\u00e0 indipendente ha preso posizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa circostanza indica che la comunit\u00e0 scientifica non ha l\u2019assoluta certezza che il cambiamento climatico sia opera dell\u2019uomo. Una ragionevole certezza s\u00ec, ma un\u2019assoluta certezza no. Tant\u2019\u00e8 che, al contrario di quanto accade ai medici antivaccinisti, gli scienziati che negano l\u2019origine antropica (umana) del cambiamento climatico non corrono il rischio di perdere il posto di lavoro o i titoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, bisogna aggiungere due importanti puntualizzazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La prima \u00e8 di metodo: parafrasando un film cult degli anni \u201980, chi insegue la Verit\u00e0 deve cercare le risposte alle sue domande nella filosofia, non nella scienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alla base della scienza, infatti, c\u2019\u00e8 la consapevolezza socratica di non sapere. Il metodo scientifico nasce per depurare lentamente le nostre conoscenze dagli errori, non per riempire il nostro bagaglio culturale di certezze. Quello che scopriremo domani metter\u00e0 quasi certamente in discussione quello che sappiamo oggi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda \u00e8 di sostanza: tutte le revisioni del materiale scientifico prodotto negli ultimi 20 anni sul cambiamento climatico hanno evidenziato una netta disparit\u00e0 quantitativa tra le due tesi. Gli studi che negano la correlazione tra l\u2019attivit\u00e0 umana e il cambiamento climatico sono una sparuta minoranza, meno del 10%.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><strong>Percentuale di studi scientifici che stabiliscono una correlazione tra emissioni antropiche e cambiamento climatico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/qhJzTVHndb5F1E2stYHNTk0cepMuw4B0FX5MNqojgsbQlMR6Uq86HYGTBmVOPyBHlk_3TBRd4wrnQ-S_VLNDEx3wy6fXOb2BFK5q0SXs8V9HADHgJG1rWYAY5GmEFRA-uVdlkl2jdF67cII_kTrWpw\" width=\"642\" height=\"290\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\">Immagine: <a href=\"https:\/\/skepticalscience.com\/global-warming-scientific-consensus.htm\">Skeptical Science<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma cerchiamo di spingerci oltre: siamo sicuri che in questo preciso momento sia cos\u00ec importante avere l\u2019assoluta certezza di quale sia l\u2019origine del cambiamento climatico?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta, per quanto possa sembrare irrispettosa nei confronti dei tanti scienziati che si accapigliano sulla questione da decenni, \u00e8 no, non ci interessa affatto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Partiamo da una semplice considerazione: anche se il cambiamento climatico fosse di origine naturale non sappiamo come evolver\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per la gran parte della storia del nostro pianeta la temperatura media \u00e8 stata superiore a quella odierna. Cinquanta milioni di anni fa, mentre si diffondevano i primi mammiferi, il sistema climatico terrestre raggiunse il massimo termico del Paleocene-Eocene, +14 gradi rispetto alle medie del periodo pre-industriale. E comunque il pianeta era ricoperto da foreste tropicali e subtropicali popolate da migliaia di specie animali. Chiaramente, quindi, l\u2019ecosistema terrestre pu\u00f2 adattarsi a temperature assai superiori a quelle attuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center wp-block-paragraph\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"643\" height=\"193\" src=\"https:\/\/lh3.googleusercontent.com\/ItsxFa-bs4oV2k4sK80khAU1CJt9YL9fpzpInchHZGlXHeRFtMNP71kUF510xbPq_1mttxeAMsOdPzhoySotfn9cd43hZQfk3qDEb0ydYw1dUrHI-rYhgMKOiYideUgShljHcXCLi0lrOi_Ro2kh1g\" alt=\"Immagine che contiene screenshot\n\nDescrizione generata automaticamente\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tuttavia, proprio a causa delle temperature elevate e dell\u2019umidit\u00e0 soffocante, cinquanta milioni di anni fa molte delle piante alla base della nostra catena alimentare non sarebbero potute crescere. Pi\u00f9 genericamente, seppur rigoglioso, l\u2019ecosistema sarebbe stato un ambiente ostile sia per la salute umana, sia per alcune delle attivit\u00e0 alla base della civilt\u00e0, come l\u2019agricoltura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anche se il cambiamento climatico fosse di origine naturale, perci\u00f2, non significa necessariamente che possiamo conviverci. Anzi. Tutte le estinzioni di massa che hanno caratterizzato l\u2019evoluzione della vita sul nostro pianeta sono state causate da improvvisi cambiamenti climatici. Cambiamenti climatici perfettamente naturali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma questo non \u00e8 l\u2019unico aspetto a confinare la diatriba sull\u2019origine del riscaldamento globale lontano dalla realt\u00e0, nell\u2019Iperuranio scientifico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cerchiamo di inquadrare il problema come faremmo nella vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle economie avanzate <a href=\"https:\/\/data.oecd.org\/insurance\/insurance-spending.htm\">un decimo<\/a> dell\u2019attivit\u00e0 economica (PIL) \u00e8 formato da servizi assicurativi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Assicuriamo qualsiasi cosa: edifici, veicoli, coltivazioni, animali domestici, parti del nostro corpo, persino la nostra stessa vita.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando sottoscriviamo una polizza furto-incendio per la nostra auto non lo facciamo perch\u00e9 sicuri che qualcuno prover\u00e0 realmente a rubarla o a bruciarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A spingerci ad assicurarci non \u00e8 la certezza che un determinato evento si manifesti ma l\u2019eventualit\u00e0 che si manifesti. Le assicurazioni ci permettono di trasformare l\u2019incertezza in certezza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"747\" height=\"183\" src=\"https:\/\/www.enricomariutti.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/schema1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-8123\" srcset=\"https:\/\/www.enricomariutti.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/schema1.jpg 747w, https:\/\/www.enricomariutti.it\/wp-content\/uploads\/2023\/03\/schema1-300x73.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 747px) 100vw, 747px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quale motivo, allora, non dovremmo essere preoccupati dalla fitta coltre di incertezza che circonda il sistema climatico terrestre, da cui dipende la nostra sopravvivenza?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E\u2019 chiaro che stiamo sottovalutando clamorosamente il rischio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A questo primo paradosso se ne aggiunge un secondo, se possibile ancor pi\u00f9 eclatante: non possiamo prevedere quello che non conosciamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/magazine\/atlante\/scienze\/la_teoria_del_cigno_nero.html\">teoria del cigno nero<\/a>, formulata una ventina d\u2019anni fa dal filosofo, matematico, economista, operatore di borsa e polemista Nassim Nicholas Taleb, riconduce i grandi cambiamenti della storia umana a eventi che sconvolgono lo status quo, molto rari e, perci\u00f2, imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parafrasando Taleb, possiamo tentare di prevedere la portata e gli effetti delle piene stagionali &#8211; di cui conosciamo i meccanismi fondamentali e abbiamo lunghe serie storiche di dati &#8211; ma non possiamo fare lo stesso con le eruzioni vulcaniche, i terremoti, le crisi finanziarie, i conflitti o le pandemie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nonostante a posteriori il nostro cervello ci spinga a razionalizzare, a chiederci cosa abbiamo sbagliato, perch\u00e9 non siamo stati capaci di prevedere quello che stava per succedere, la verit\u00e0 \u00e8 molto semplice: non abbiamo gli strumenti per prevedere questo genere di eventi. La nostra mente ci protegge dal terrore che suscitano in noi l\u2019incertezza, il caso e l\u2019ignoto, alimentando la nostra illusione di controllo sulla realt\u00e0 per non gettarci nello sconforto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il cambiamento climatico \u00e8 un perfetto esempio di cigno nero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un fenomeno epocale, a cui nessun uomo ha mai assistito prima, di cui sappiamo molto meno di quello che ignoriamo, che pu\u00f2 sconvolgere il nostro ordine naturale, politico e sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E che nessuno poteva prevedere in tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi sostiene il contrario dimentica che l\u2019umanit\u00e0 ha mandato in orbita il primo satellite meno di 60 anni fa. O che il primo computer con microprocessore \u00e8 del 1971. E che, ancora alla fine degli anni \u201870, la comunit\u00e0 scientifica era divisa tra chi metteva in guardia da un repentino aumento delle temperature e chi paventava l\u2019avvento di una nuova glaciazione. Nonostante l\u2019effetto-serra dell\u2019anidride carbonica fosse noto da quasi un secolo, infatti, le temperature globali continuavano a registrare anomalie climatiche negative (erano pi\u00f9 basse delle medie di riferimento).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando abbiamo iniziato a renderci conto del fenomeno la nostra prima reazione \u00e8 stata una razionalizzazione infantile, esattamente come illustra Taleb: ci siamo colpevolizzati per quello che non potevamo prevedere e abbiamo iniziato a elaborare modelli di previsione su un fenomeno che non conosciamo a fondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non contenti, abbiamo elaborato anche delle strategie di contrasto molto rigide e dettagliate. Strategie che, oltretutto, non tengono in alcun conto il fatto che nei nostri sistemi sociali tutte le decisioni devono contare su una maggioranza politica che le sostenga. In questo caso una maggioranza strutturale, destinata a resistere decenni. Piani che non si preoccupano di includere l\u2019effetto domino, e cio\u00e8 la possibilit\u00e0 che il fenomeno inizi a evolvere autonomamente in maniera incontrollabile. Programmi che non prevedono un\u2019opzione B e che, pur mancando gli obiettivi anno dopo anno, non cambiano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo, le temperature continuano inesorabilmente ad aumentare, dimostrando che le strategie di contrasto non sono efficaci, almeno per il momento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, cosa fare?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver formulato la teoria del cigno nero, Taleb indica anche la soluzione: <a href=\"https:\/\/st.ilsole24ore.com\/art\/cultura\/2012-11-19\/antifragile-evitare-eccessive-precauzioni-121759.shtml?uuid=Ab2rxQ4G\">l\u2019antifragilit\u00e0<\/a>. Se non possiamo misurare il rischio, misuriamo la fragilit\u00e0. E lavoriamo su quella.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facciamo un esempio pratico: la BCE sottopone le banche europee a stress test. Che vuol dire? Simula condizioni avverse sul mercato e vede fino a che punto resistono i bilanci degli istituti di credito. Non perde tempo a immaginare cosa potrebbe succedere, anche perch\u00e9 \u00e8 impossibile prevederlo. Dopo aver analizzato i risultati, l\u2019Eurotower comunica alle banche quali criticit\u00e0 sono emerse e suggerisce delle correzioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oramai tutti i rischi complessi, quelli che non sappiamo prevedere, sono gestiti secondo lo stesso modello: ipotizziamo lo scenario peggiore, simuliamo gli effetti e poi, partendo dai risultati delle simulazioni, cerchiamo di rendere i nostri sistemi meno esposti agli imprevisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutti, tranne il rischio climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo talmente spaventati dall\u2019incertezza climatica che ci siamo fatti sopraffare dalla paura, ci siamo auto illusi di poter prevedere e controllare quello che non conosciamo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi oggi ci dice di combattere il cambiamento climatico smettendo di mangiare carne e mettendo i pannelli solari sul tetto ci chiede di sottoscrivere una polizza assicurativa sul nostro presente e sul nostro futuro che funziona solo i giorni pari, se non piove e se il vento tira da sud-est.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo il diritto, e il dovere, di chiedere di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qualcuno dir\u00e0: \u201cBeh, meglio di niente\u201d. Ma a curare una polmonite con i farmaci antitumorali non si ottiene un effetto limitato, si rischia solo di peggiorare la situazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facciamo un altro esempio pratico: gli ambientalisti ci intimano di ridurre le emissioni il pi\u00f9 rapidamente possibile. Quali rischi scongiureremmo facendolo? Sorprendentemente, ben pochi. Innanzitutto, non torneremmo indietro. Anche se azzerassimo molto rapidamente le emissioni di origine antropica, infatti, le temperature non solo non inizierebbero a scendere ma, anzi, continuerebbero ad aumentare per almeno una decina di anni prima di stabilizzarsi. Il sistema climatico terrestre, infatti, \u00e8 una macchina cos\u00ec grande e cos\u00ec complessa che, una volta in movimento, ha bisogno di tempo per fermarsi (inerzia climatica).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel frattempo cosa succederebbe alle foreste, agli oceani, al permafrost o al ghiaccio marino, solo per fare qualche esempio? <a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2019\/07\/29\/cambiamento-clima-ambientalisti\/\">Non lo sappiamo<\/a>. E questa \u00e8 un\u2019enorme incognita, dato che ciascuno di questi sistemi complessi \u00e8, a sua volta, una componente fondamentale del sistema climatico terrestre: le foreste emettono e catturano anidride carbonica, gli oceani e il permafrost la stoccano mentre il ghiaccio marino influenza la temperatura della superficie terrestre. Per dare una dimensione delle forze in gioco: nel permafrost (terreno perennemente ghiacciato) sono intrappolate 1500 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, il doppio di quanta ce n\u2019\u00e8 in atmosfera.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alle incognite naturali si aggiungono poi quelle politiche, economiche e sociali. La transizione energetica sconvolger\u00e0 gli equilibri globali, redistribuendo i vantaggi competitivi. Le economie emergenti contraddistinte da un modello di sviluppo ad alto impatto ambientale andranno incontro quasi certamente a brusche frenate, con conseguenze sociali e geopolitiche a dir poco drammatiche. Ed \u00e8 tutto da scoprire in che modo reagiranno alle crescenti tensioni i regimi ibridi o le democrazie immature che governano gran parte dei Paesi in via di sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Parallelamente, anche nelle economie avanzate si verificheranno forti turbolenze economiche e sociali. La transizione energetica creer\u00e0 nuove mansioni specializzate ma far\u00e0 anche perdere il posto di lavoro a tanti. Intere regioni subiranno un graduale declino economico. E, <a href=\"https:\/\/www.econopoly.ilsole24ore.com\/2019\/04\/21\/greta-thunberg-foglia-fico\/\">come dimostra il fenomeno Trump negli USA<\/a>, la deindustrializzazione produrr\u00e0 un\u2019ondata di protesta, che potrebbe mettere in discussione le politiche di contrasto al cambiamento climatico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi, ricapitolando: se l\u2019origine del cambiamento climatico \u00e8 esclusivamente umana, se l\u2019aumento delle temperature non innesca un effetto domino nell\u2019ecosistema, se i Paesi avanzati accettano di rinunciare a una parte del loro benessere per compensare i ritardi dei Paesi in via di sviluppo e se i Paesi in via di sviluppo mantengono le loro promesse, se la transizione energetica non mette in crisi l\u2019economia mondiale e se nei prossimi 50 anni non si materializzano nuovi cigni neri, allora entro la fine del secolo dovremmo riuscire a stabilizzare la temperatura su livelli molto pi\u00f9 alti di quelli attuali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi stipulerebbe una polizza cos\u00ec? E\u2019 chiaro che dobbiamo cambiare strategia. Ma che vuol dire?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Facciamo un ultimo esempio pratico, che illustri cosa vuol dire mettere il rischio al centro delle strategie di contrasto al cambiamento climatico: meglio investire nell\u2019auto elettrica o in un massiccio programma di rimboschimento globale, come suggerisce un <a href=\"https:\/\/science.sciencemag.org\/content\/365\/6448\/76\">paper<\/a> uscito il mese scorso su Science?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Meglio piantare alberi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li>Perch\u00e9, nella remota eventualit\u00e0 che il cambiamento climatico non dipenda dalle emissioni di origine umana, l\u2019afforestamento produrrebbe comunque un abbassamento delle temperature globali <a href=\"https:\/\/www.fs.usda.gov\/treesearch\/pubs\/41263\">schermando la superficie terrestre dalla radiazione solare<\/a>, mentre la transizione verso la mobilit\u00e0 elettrica non produrrebbe alcun risultato.&nbsp;<\/li>\n\n\n\n<li>Perch\u00e9 nel caso in cui, invece, il cambiamento climatico fosse strettamente correlato all\u2019anidride carbonica, il rimboschimento ci permetterebbe di aggredire direttamente il problema, di <a href=\"http:\/\/www.nationalgeographic.it\/ambiente\/clima\/2019\/05\/17\/news\/le_piante_assorbono_co2_ma_fino_a_quando_-4409839\/\">ridurre la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera<\/a> riportando le temperature su livelli ottimali, mentre gli investimenti nell\u2019auto elettrica ci assicurerebbero solamente di non aggravare ulteriormente la situazione. Oltretutto, gli alberi catturano l\u2019anidride carbonica indipendentemente da come viene prodotta, quindi ci aiuterebbero a contrastare anche un eventuale aumento delle emissioni di origine naturale legato a un improvviso effetto domino nell\u2019ecosistema terrestre.<\/li>\n\n\n\n<li>Perch\u00e9 la transizione verso l\u2019auto elettrica funziona (produce una drastica riduzione delle emissioni di origine umana) solo se <a href=\"https:\/\/www.qualenergia.it\/articoli\/auto-elettriche-e-diesel-confronto-su-emissioni-co2-e-inquinanti\/\">tutti i comparti industriali coinvolti nella filiera diventano green<\/a>: le centrali elettriche, gli impianti siderurgici, le miniere di litio etc. Al contrario, l\u2019imboschimento \u00e8 una soluzione autosufficiente, che produce i risultati desiderati indipendentemente dall\u2019evoluzione degli altri settori industriali.<\/li>\n\n\n\n<li>Perch\u00e9 l\u2019afforestamento, al contrario della transizione verso la mobilit\u00e0 elettrica, \u00e8 un\u2019opzione a basso impatto economico, sociale e politico. Crea lavoro, crea reddito, non spacca le comunit\u00e0 tra favorevoli e contrari, non richiede una ristrutturazione industriale planetaria e non alimenta la competizione tra settori economici (lobby dei combustibili fossili vs lobby delle rinnovabili). Quindi \u00e8 molto pi\u00f9 facile da mettere in pratica.<\/li>\n\n\n\n<li>Perch\u00e9 l\u2019imboschimento non presenta alcuna incognita tecnologica, \u00e8 una tecnica che padroneggiamo da millenni. Al contrario, la transizione verso l\u2019auto elettrica presuppone un\u2019evoluzione delle tecnologie di stoccaggio dell\u2019energia (batterie) su cui non abbiamo alcuna certezza.<\/li>\n\n\n\n<li>Perch\u00e9 piantare alberi \u00e8 pi\u00f9 economico che riconvertire il settore dei trasporti e con le risorse che risparmieremmo potremmo individuare ed esplorare soluzioni alternative, un piano B.<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ovviamente questo \u00e8 solo un esempio e il sottotesto non \u00e8 \u201cmettiamo una pietra sopra alla transizione energetica\u201d. Le rinnovabili, l\u2019auto elettrica e l\u2019idrogeno sono pezzi di una rivoluzione industriale ed \u00e8 velleitario pensare di ostacolarne lo sviluppo. Un altro discorso \u00e8 chiedersi se sia il caso di scommetterci tutte le risorse che stiamo mettendo sul piatto per combattere il cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto \u00e8 quanto siamo disposti a rischiare. Se facciamo male i calcoli, se prendiamo una strada troppo stretta, con un solo \u201cse\u201d di troppo, tra 30 anni in Occidente sar\u00e0 esploso il consumo energetico per la climatizzazione degli edifici mentre in Africa e in Asia saranno morte milioni di persone per colpa delle nostre scelte.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cerchiamo di non dimenticarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Periodicamente si riaccende la polemica sull\u2019origine del cambiamento climatico, che, come tutti i temi divisivi, coinvolge l\u2019opinione pubblica, polarizzandola. 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